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“Incidente”


In una notte movimentata
una pistola viene alzata:
un colpo veloce, un grido tremendo
s'innalza letale nell'aria irrompendo.

Marito geloso, arma da fuoco
pazzia, cattiveria, un sussurro fioco:
nessuno si ferma, nessuno sa nulla,
c'è solo il cadavere di una fanciulla.

Quando il colpevole sarà trovato
ed il processo affrontato
testimoni non ce ne saranno
e l'assassino congederanno.

Il giorno dopo nessuno ne parla,
nemmeno un curioso a ricordarla:
solo un silenzio colpevole, agitato,
e l’ “incidente” è dimenticato.

Il silenzio della notte

 

Immerso nel buio della notte
un campanile segna la mezzanotte,
una porta si spalanca,
ne esce fuori una donna stanca.

Mentre verso casa arranca,
e la Luna la notte imbianca,
d'un tratto un'ombra le sbarra la strada
e lei teme che il peggio accada.

L'arma dal fodero viene sfilata,
la lama sul collo puntata e poggiata,
resisti, lotta, prova a scappare,
ma non riesci neanche a gridare.

Ora che l'hanno usata e abbandonata,
una lacrima solca la gota arrossata:
solo la Luna ne è testimone,
ma non potrà darne l'annunciazione.

Mentre un gufetto nel buio ammira,
la donna, provata, spira:
l'indomani il corpo sarà ritrovato,
ma l'aggressore sarà graziato. 


I diritti delle donne

“Il cammino verso il riconoscimento dei diritti delle donne è stato particolarmente lungo e difficile, perché per secoli sono state considerate diverse e inferiori all’uomo.
Oggi sia la Costituzione della Repubblica Italiana che molte leggi internazionali affermano la parità fra i sessi; tuttavia
nella gran parte del mondo la donna è ancora lontana dal godere di un pieno ricnoscimento dei propri diritti tanto quanto l’uomo
in campo economico , sociale, culturale e politico.”

Che cosa è la violenza

LA VIOLENZA E’ UN TERMINE MOLTO DIFFUSO E SI PUO’ APPLICARE IN DIVERSE CIRCOSTANZE.LA PAROLA VIOLENZA DERIVA DA “VIOLARE” CHE SIGNIFICA INFRANGERE I LIMITI. PER VIOLENZA SI INTENDE UN’AZIONE FISICA O VERBALE DOVE SI VUOLE ANNULLARE L’ALTRO O DISTRUGGERE UNA PARTE DELLA SUA VOLONTA’ E PORTA ALL’UCCISIONE.

LA VIOLENZA NON E’ AGGRESSIVITA’

L’aggressività, ha un significato costruttivo per la personalità, permette di confrontarsi con l’altro senza esserne sopraffatti.Il termine aggressività viene dal latino “ aggredi”, quindi progredire, andare verso, e non contro, come nel caso della violenza.

LA VIOLENZA NON E’ CONFLITTO

La violenza non è conflitto. Il conflitto fa parte della vita e della relazione, può essere fattore di cambiamento positivo; nel conflitto c’è simmetria tra le parti, nella violenza c’è un processo che cerca di risolvere e di annullare il conflitto eliminando l’altro.



Le Suffragette

Tra la fine del Settecento e l’inizio del Novecento si iniziò a diffondere tra le donne la volontà di riuscire ad ottenere gli stessi diritti di cui godevano gli uomini. Iniziarono a crearsi associazioni femminili, tra cui Le Suffragette,
le donne che nel 1800 si batterono per il diritto al voto.
La loro lotta consisteva anche in azioni di protesta vioente: Incendi di chiese, vetrine frantumate con lanci di sassi, prolungati scioperi della fame, della sete; in uno dei casi più estremi una donna, Emily Davinson, arrivò al suicidio gettandosi davanti al cavallo del Re durante una corsa.

Il suicidio della Suffragette Emily Davison

Nel 1897 venne fondata la “Società Nazionale per il Suffragio Femminile”
 Nel 1903 Emmeline Pankhurst, una delle esponenti più famose, diede vita all’ “Unione sociale e politica delle donne”.
“Nel 1918, il parlamento del Regno Unito decise di approvare il diritto di voto limitato alle mogli dei capifamiglia e con età superiore ai 30 anni. Il 2 luglio 1928, il voto è stato esteso a tutte le donne del Regno Unito con età superiore ai 21 anni.”

Alcuni degli eventi simbolo con cui le Suffragette hanno cambiato il mondo:
1906 – Assalto alla Camera dei Comuni
1908 – La parata da Holloway a Queen’s Hall
1908 – l’arresto di Emmeline Pankhurst
1910 – Black Friday
1910 – La violenza del Black Friday
1911 – Alimentazione forzata a seguito dello sciopero della fame
1911 – Emmeline Pankhurst in un discorso a New York
1912 – Vetrine in frantumi
1913 – Incendiata casa di un deputato
1914 – L’arresto davanti Buckingam Palace


Moglie aggredita per droga

A chiamare la polizia è stata la moglie, una donna di 36 anni, via Roma Napoli ; ai poliziotti ha spiegato che suo marito, in crisi di droga, voleva da lei i soldi per acquistare una dose e di fronte al suo rifiuto, l’uomo ha tentato di aggredirla.

I poliziotti sono arrivati subito dopo la sua chiamata, riuscendo a bloccare l’uomo. La donna è stata una vittima di aggressione; l’uomo risponderà di tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale: aveva minacciato i poliziotti intervenuti e tentato anche di colpirli a calci e pugni.

Omicidio e Violenza

Un 34enne è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e violenza privata per aver accoltellato la compagna sul lungomare di Tortoreto (Teramo). L’uomo ha fermato la 39enne e l’ha colpita tre volte all’addome e al torace con un coltello lungo 22 centimetri. Poi è risalito in auto e si è allontanato, per fermarsi poco oltre e ferirsi al collo con la stessa arma. La donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico e sarebbe fuori pericolo.

Le donne nella storia: Anna Bolena, Isabella Morra e Caterina d’Aragona

Fin dal passato le donne hanno subito violenze da parte degli uomini: Personaggi femminili sono passati alla storia proprio per gli attacchi e le ritorsioni violente subite; numerosi esempi possiamo rintracciare nella storia, come nelle figure di Anna Bolena, Caterina d’Aragona e Isabella Morra.

Caterina d’Aragona viene ripudiata perché incapace di concepire, Anna Bolena fu condannata al patibolo, sempre per lo stesso motivo. Isabella Morra fu assassinata dai fratelli credenti perché convinti che avesse dei contatti clandestini.

Donne sottratte alla vita: per decisione del re Enrico Ottavo, ad esempio, marito di Anna Bolena. Un altro esempio è Isabella Morra fu uccisa dai suoi fratelli per gelosia.

Caterina d’Aragona nasce nel 1485 e sposa Enrico Ottavo. Lei in tutta la sua vita ha avuto molti ostacoli. Una delle sue sorelle era Giovanna di Castiglia denominata poi in seguito come Giovanna la Pazza, appellativo che deve far rifrettere sui numerosi maltrattamenti anche verbali che in quell’epoca le donne erano costrette a subire.

Isabella Morra nasce nel 1520. Già da quando era piccola i suoi fratelli erano prepotenti nei suoi confronti, e proprio loro furono a sottrarle la vita. Fu anche scrittrice e venne rinchiusa nei sotterranei di un dove visse il resto dei suoi anni fino alla morte.

Isabella Morra fu una scrittrice straordinaria famosa nel sedicesimo secolo.

Oggi esistono, fortunatamente, diverse associazioni che si battono per proteggere la donna vittima di violenze, ma non basta! Ci sono migliaia di donne maltrattate e purtroppo uccise ogni giorno.

il bullismo contro le ragazze

Minacce, percosse, molestie. Commesse, però, non per mano maschile ma, stavolta, da donne, spesso adolescenti o persino bambine. L’allarme l’aveva lanciato per prima, qualche anno fa, la  Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Milano, che aveva denunciato un aumento della violenza femminile – arrivata a riguardare il dieci per cento dei casi – nonostante lo sforzo della scuole e dei servizi sociali. Nel tempo la percentuale di ragazze che bullizzano altre ragazze è cresciuta, tanto che, secondo i dati di una ricerca della Polizia Postale, portata avanti due anni fa e legata a una campagna educativa, il fenomeno riguarderebbe un terzo dei casi totali di bullismo.