Il Progetto una carezza in un pugno

L’estate scorsa partecipai ad un progetto al fine di imparare come utilizzare MAMP e creare un sito web con WordPress. Ho trovato questa attività molto interessante, ma, penso che questi programmi possano essere utilizzati per qualcosa di meglio. Ad esempio parlare o denunciare fatti che accadono quotidianamente (Persone violentate, uccise, rapinate ecc.) così che tutti possano essere “aggiornati”sul fatto quotidiano. Un esempio è la ragazza 25enne che è stata violentata (Tra l’altro da una baby gang) in un ascensore della circumvesuviana di San Giorgio. Questo dimostra ciò che stanno vivendo gli esseri umani da troppo tempo. C’è bisogno di cambiare strada ed opporsi alla volontà delle altre persone. Un altro esempio che mi piace ricordare è lo studio delle S.T.E.M., discipline che non devono essere solo per i ragazzi ma anche e soprattutto per le ragazze. Lo scorso autunno, nel mio quartiere, nella mia scuola, abbiamo risposto con le S.T.E.M. alle “Stese” (Atti intimidatori eseguiti spesso da clan criminali per mostrare la propria “potenza”) durante le quali vengono sparati dei proiettili in aria, che possono colpire accidentalmente chiunque.
Sono secoli che donne e uomini si ribellano per ottenere diritti e libertà, sono riusciti ad ottenerli , ma, non sono mai abbastanza. Si ottiene qualcosa di nuovo e nasce qualcosa di brutto. Ogni azione causa una reazione. Questi progetti sono organizzati e creati per insegnare anche a scuola, fin dall’adolescenza, che occorre ribellarsi alla violenza. Bisogna far valere i diritti di tutti allo stesso modo.
Un solo sito non farà la differenza, ma tutte le persone a cui interessa essere liberi da questa “schiavitù” criminale, inizieranno a fare progressi per debellare questa piaga umana.

Quando viene commesso un femminicidio.  nel giro di breve tempo se ne compiono altri, ecco che se ne parla con i toni di un’epidemia, cose se si diventasse assassini per un virus improvviso.

E puntualmente se ne parla male. Si parla di amore, di gelosia, di sospetti tradimenti di lei, di lei che era bellissima e voleva tornare libera, di “lui che non ha retto”, come se pianificare e portare a termine un omicidio sia qualcosa che scappa dalle mani. Se ne parla tanto in questi giorni di violenza sulle donne, tanto e tanto male, secondo me. Fino al prossimo femminicidio, che mi auguro sia l’ultimo, anzi, mi auguro che non avvenga proprio.