“Incidente”


In una notte movimentata
una pistola viene alzata:
un colpo veloce, un grido tremendo
s'innalza letale nell'aria irrompendo.

Marito geloso, arma da fuoco
pazzia, cattiveria, un sussurro fioco:
nessuno si ferma, nessuno sa nulla,
c'è solo il cadavere di una fanciulla.

Quando il colpevole sarà trovato
ed il processo affrontato
testimoni non ce ne saranno
e l'assassino congederanno.

Il giorno dopo nessuno ne parla,
nemmeno un curioso a ricordarla:
solo un silenzio colpevole, agitato,
e l’ “incidente” è dimenticato.

Il silenzio della notte

 

Immerso nel buio della notte
un campanile segna la mezzanotte,
una porta si spalanca,
ne esce fuori una donna stanca.

Mentre verso casa arranca,
e la Luna la notte imbianca,
d'un tratto un'ombra le sbarra la strada
e lei teme che il peggio accada.

L'arma dal fodero viene sfilata,
la lama sul collo puntata e poggiata,
resisti, lotta, prova a scappare,
ma non riesci neanche a gridare.

Ora che l'hanno usata e abbandonata,
una lacrima solca la gota arrossata:
solo la Luna ne è testimone,
ma non potrà darne l'annunciazione.

Mentre un gufetto nel buio ammira,
la donna, provata, spira:
l'indomani il corpo sarà ritrovato,
ma l'aggressore sarà graziato. 


Pari diritti, pari opportunità.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

Questo è quanto afferma il terzo articolo della Costituzione Italiana per quanto riguarda i diritti ed i doveri dei cittadini italiani, ma nonostante ciò in molte parti del mondo l’uguaglianza tra gli individui non è ancora stata raggiunta.

Attualmente infatti le notizie che riguardano la violenza sulle donne e il femminicidio sono sempre più frequenti (va specificato che per “violenza” non si intende solo violenza fisica, ma anche violenza domestica, psicologica, sessuale, economica e religiosa), ma il fatto grave è che la maggior parte della popolazione mondiale femminile non è a conoscenza delle violenze subite, giudicandole come “normali”.

Esistono diversi modi per approcciare l’argomento: uno dei più validi è quello di parlarne attraverso la musica; vi sono infatti diverse canzoni dedicate a questo argomento; una di quelle che preferisco è “Donne” di Mia Martini, che rispecchia perfettamente la visione delle donne della maggior parte degli uomini al giorno d’oggi: le donne sono viste come una macchina riproduttrice, uno strumento di divertimento personale (in particolare questa visione ha contraddistinto il periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando il compito delle donne ariane era quello di concepire quanti più figli possibile per portare avanti la razza tedesca; addirittura alle donne con tre, quattro e cinque figli venivano assegnate delle medaglie).

Per combattere l’ignoranza e sensibilizzare i ragazzi a questo delicato ma importante argomento, diverse scuole hanno avviato numerosi progetti che consentono di esprimere la propria opinione a riguardo attraverso articoli di cronaca o cortometraggi: i progetti comprendono che almeno la metà degli alunni partecipanti siano di sesso femminile, consentendo così alle ragazze di parlare dai loro punti di vista delle varie situazioni che le vedono protagoniste di una drammatica storia iniziata nell’antichità e mai finita.